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5月28日 Coming back home: i sogni non son desideriTorno a casa dopo una domenica diversa, passata al mare tra scrosci improvvisi di pioggia e sole caldissimo a bruciare la pelle per un’instabilità che non trovo più solamente nel mio umore di questo periodo, ma anche negli agenti atmosferici che fanno le bizze mentre si avvicina l’estate e spuntano i primi turisti ad invadere le spiagge ancora stranamente deserte in questo piccolo paradiso di mondo, in questo angolo ancora inaspettatamente incontaminato … Torno a casa e dentro al lettore della macchina scorrono convulse le note di Clocks dei Coldplay, all’interno della solita compilation improvvisata e riversata in cd un attimo prima di andar via. È stata una settimana lunghissima, con un viaggio dalla costiera tirrenica a quella ionica, prima di tornare a casa e ripartire quasi subito in aereo per Forlì destinazione Pesaro, destinazione vecchi amici da rivedere, vecchio ambiente da ritrovare … Ho trascorso il viaggio pensando … di mattina un’ora di macchina più o meno per arrivare in aeroporto, poi un viaggio liscio ed infine dall’aeroporto in stazione … quando sono arrivato alla stazione di Forlì mi sono ricordato dell’intervento che ho postato non troppo tempo fa: è proprio vero che la vita è un circolo chiuso e che tutto torna anche se non in maniera maledettamente perfetta come nei libri a tenuta stagna di James Joyce. Viaggio in treno destinazione Pesaro breve e tranquillo, poi di sera ho ritrovato tutti con grande piacere … prima Aki, non lo vedevo dal mio viaggio in Giappone, è sempre lo stesso con il suo sorriso umile stampato in faccia e quell’espressione costante da “non ho capito” a sottolineare che nonostante il suo italiano sia ormai buono, la comunicazione è sempre un tassello difficile da mettere a posto. Così ho rivisto anche Imi che mi ha parlato del suo cambio imminente di lavoro, poi la solita timida ma impertinente Giusy ed infine anche una felicissima Isy … per lei questo è un anno fantastico, tutto sta andando nella maniera giusta: sono davvero felice per lei, mi ricordo due anni fa più o meno proprio in questo periodo quando passavamo ore ed ore al solito pub a parlare e riparlare delle scelte da fare, delle strade da imboccare. Sono contento di averla consigliata nella maniera giusta, è stato un passo davvero decisivo per il suo futuro … La mattina dopo io ed Aki siamo ripartiti insieme, entrambi destinazione casa, con la speranza di ritrovarci presto, chissà se ancora in Italia o nuovamente nella terra del Sol Levante … vedremo … “I sogni si disintegrano e ti rimangono in mano a lungo, dopo essere diventati cenere … ma anche nell’oscurità c’è sempre luce, basta guardare le stelle in cielo”… Ho riletto i vostri interventi, in molti avete ribadito che c’è tempo per i desideri a qualsiasi età e qualcuno forse avrà anche pensato che mi sento già vecchio, forse anche appassito, avvizzito … ma stiamo scherzando? La verità è che corro il rischio invece di patire la sindrome di Peter Pan per cui da questo punto di vista sono al sicuro: io di desideri ne ho ancora tanti, anche troppi, li vivo giorno per giorno ed attimo per attimo provo a dare tutto me stesso per realizzarli, allo stesso tempo soffrendo veramente quando le cose non vanno come dovrebbero e con una gioia sfrenata quando i progetti vanno in porto. In realtà però ho imparato a viverli in maniera diversa questi desideri, ad addomesticarli, a non renderli morbosi. Proprio per questo sono molto legato ad un passaggio dell’ineguagliabile monologo di Novecento di Baricco che vi riporto qui in chiusura, mentre maggio volge ormai al termine e giugno è ormai irrimediabilmente alle porte…
… Non siamo pazzi quando troviamo il sistema per salvarci. Siamo astuti come animali affamati. Non c’entra la pazzia. È genio quello. È geometria. Percezione. I desideri stavano strappandomi l’anima. Potevo viverli, ma non ci sono riuscito. Allora li ho incantati. E a uno a uno li ho lasciati dietro me… È un lavoro di cesello. Ho disarmato l’infelicità. Ho sfilato via la vita dai miei desideri …
Alessandro Baricco (Novecento) 5月22日 Maggio, quasi giugno, quasi estate…
Eccomi…
finalmente tornato e già pronto a ripartire… ho viaggiato parecchio negli
ultimi giorni, ho incontrato vecchi amici che non vedevo da troppo tempo ed ho
programmato passo per passo quelli che potrebbero essere i movimenti del
prossimo futuro. 5月16日 Dove fermano i treniRileggo il mio ultimo intervento sul blog mentre attraverso la notte a bordo della navicella spaziale della musica che arriva dritta dritta ai meandri della mia anima dai flussi disordinati e casuali del mio ipod … ho dormito poco in queste notti, sto cercando di mettere giudizio, ma il primo caldo di un’estate che arriva troppo precoce mi ha turbato ed io sono ancora carico di adrenalina per una stagione che sta arrivando agli sgoccioli mentre stiamo programmando già la prossima cercando di sbagliare il meno possibile… Parlavamo di treni, di occasioni della vita, ed ecco che mi è tornata in mente una canzone che ho amato molto in passato, che non in moltissimi conoscono, ma che raffigura in pieno la mia idea di prendere al volo un treno o l’occasione della nostra vita, seppur non sia poi chissà cosa o chissà quale possibilità, ma certamente sarà meglio di qualcosa che vogliamo lasciarci alle spalle, forse per sempre, o forse per questo periodo della nostra vita… chissà… Come ogni canzone questa rappresenta per me un ricordo particolare… non so perché, forse perché la stazione alle tre di notte era desolata e allo stesso tempo popolata da un variegato universo notturno, forse perché anche quello era un periodo di svolta della mia vita, forse perché era già quasi estate come adesso, forse solo perché per ogni canzone c’è sempre un flashback, un ricordo, un’emozione… Era l’inizio d’estate di qualche anno fa e io dovevo tornare da Forlì a Milano dopo un’intervista in ritiro alla nazionale che da lì a poco avrebbe aperto un nuovo ciclo fino a vincere il mondiale … tra una cosa e l’altra avevamo fatto veramente tardi e non avevamo calcolato che c’era il solito matematico puntuale sciopero dei treni… perfetto, ore ed ore ad aspettare il treno in stazione fino a notte fonda, poi un unico treno espresso, pieno zeppo, tutti in piedi e velocità minima per una notte intera spesa a porsi mille interrogativi e centomila perché sugli esiti strani della vita, sulle possibilità, sui treni da prendere e sulle occasioni da non lasciarsi mai sfuggire… un po’ come adesso … un po’ come sempre… perché c’è sempre “un rapido con destinazione andar via, per quelli che ci credono che spostarsi li salvi comunque sia” …
Dove fermano i treni - Ligabue Binario tre un rapido con destinazione andar via 5月12日 disordinata(mente)Pronti, partenza, via… prendo la rincorsa e poi non ci penso più, proprio perché non ho davvero nessuna voglia di pensarci su… sto ascoltando una vecchissima canzone di Ron, una di quelle canzoni di quando avevo poco più di quattordici anni ed ero del tutto innamorato di una ragazzina dai seni enormi che adesso è diventata una psicologa di grande successo ed io invece sono ancora qui a scrivere di me stesso a me stesso in questo blog che tra un po’ si rifiuterà di accettare la sottoscrizione delle mie inquietudini… La canzone si chiamava Chissà se lo sai ed io non mi vergogno di avere anche Ron nel mio nutrito background musicale, anche se magari le nuove leve storceranno il naso ed i puristi mi remeranno contro, ma io sono fatto così ed ascolto tutto e tutto possibilmente mi piace anche… tutto o quasi, ecco… cmq di canzoni ne scorreranno tante lungo il tragitto di questo post sul mio blog perché ho messo il mio itunes in riproduzione casuale ed il repertorio è davvero vario e molteplice, come i miei pensieri, come la necessità di scrivere forse a briglie sciolte che mi viene da dentro in questo sabato pomeriggio che posso dire di pausa, di riflessione o di riposo, o forse niente di tutto questo… La verità? La verità è che sono stufo, che non ne posso più di tutto questo disordine mentale e che forse vorrei mettere un po’ tutto a posto nella mia vita, ma queste sono verità e propositi latenti, quelli che si fanno ogni volta che ci sentiamo agitati e che poi scordiamo velocemente, troppo in fretta, ogni volta che tutto si rimette a posto. Ma allora cosa c’è da rimettere veramente a posto? Per prima cosa la mia insoddisfazione: è passato un anno, ho ottenuto grandi risultati, qualche passo falso, ma mi sono conquistato ciò che avevo prefissato ed ho raggiunto gli obiettivi concordati… e allora? Non dovrei essere soddisfatto? No, perché forse sono un perfezionista, oppure un incontentabile, ma più di tutto perché vorrei tenere sempre tutto sotto controllo ed avere gente accanto che viaggi al mio stesso ritmo… irrefrenabile… Il problema è che non è possibile, perché questo è il mondo della superficialità e molte delle persone fanno ciò che fanno tanto per farlo ed io questo non lo accetto, non riesco proprio ad accettarlo. Così succede che mi stufo delle persone con cui lavoro, degli ambienti in cui sono chiamato a dare il mio supporto, e spesso vado fuori giri e mi arrabbio anche con me stesso… poi mi fermo, rifletto, mi sento quasi male, ma non riesco a trovare il giusto punto di equilibrio. Odio la superficialità in tutto e per tutto: sia nel campo del lavoro che nelle cose di ogni giorno o addirittura in amore… io sono fatto così, sono diretto, immediato, voglio andare dritto al sodo, scavare in profondità, continuare ad andare a fondo fino a quando non si è trovata una soluzione, e non mi fermo mai… ma devo capire che gran parte della gente non è come me, che in molti tirano a campare e non hanno interesse ad andare fino in fondo… Ecco, dovrei essere forse più diplomatico, più faccia da culo, (chiedo venia ai puristi della lingua per questa espressione non proprio da sangue blu), ma quello che sento oggi invece è l’esatto contrario: sono stufo… sono stufo di recitare una parte, stufo di non poter dire come stanno le cose, di non poter sottolineare gli errori, di non mettere la gente con le spalle al muro se non fa bene il proprio dovere ed allo stesso tempo di esaltarmi se le cose vanno davvero bene, di urlare al mondo la mia soddisfazione quando e se raggiungo mete forse all’inizio improponibili, se gli esiti finali danno ragione a quanto avevo previsto… Equilibrio… la parola chiave è forse equilibrio, ma perché devo necessariamente trovare o raggiungere un punto d’equilibrio? Perché sono fatto così? Perché non posso perdermi e poi rischiare di non ritrovarmi? Perché non posso sprecare i talenti che mi sono stati forse concessi? Perché non posso bruciare la mia vita come forse ho già fatto? Perché devo avere per forza dei sogni da esaudire, delle mete da raggiungere, dei risultati da ottenere? Perché? Perché non ammettere al mondo che ogni giorno che passa non mi chiedo se la strada che ho imboccato è quella giusta o se devo invece prendere in fretta ancora una volta una nuova e cambiare definitivamente direzione? Perché? Il problema è che alla fine domani salirò di nuovo sulla mia macchina, percorrerò di nuovo la stessa strada, magari ascoltando un altro nuovo cd preparato durante le insonnie notturne, preparerò con una dovizia certosina tutto ciò che è necessario, tutto ciò che serve per non andare improvvisamente in panico, curando i particolari… i particolari, i dettagli, già, forse è questo quello che mi frega, cercare sempre la perfezione nelle piccole cose e non affidarmi alla casualità… forse è un mondo per eludere la paura, forse il fatto di preparare tutto è un mondo di proteggersi da possibili imprevisti, ma in fondo la nostra vita non è proprio questo? John Lennon avrebbe detto che “Life is what appens while you are making other plans” ed in fondo forse non c’è nulla di assolutamente più vero… In questi casi mi vengono in mente i miei amici Zumba e Nick, Icio e Giorgio, loro preparano video e partite analizzando azioni dopo azioni, dettagli su dettagli, su titolari e panchinari, rotazioni dopo rotazioni, ma non posso prevedere il colpo di genio, o almeno non lo hanno sotto forma di dati scoutizzati, di elementi da poter analizzare. Ecco, forse è proprio questo il tipo di dettaglio che cerco, quello imprevedibile, quello incontrollabile, il fattore x che decide la vita e gli eventi, che caratterizza le esistenze ed i percorsi umani di ognuno di noi. Qualcuno lo chiama il treno giusto da prendere al momento giusto, qualcun altro lo ha definito come Satori, come illuminazione suprema dell’anima o del genio sotto forma di Wit, io preferirei solo che arrivasse in fretta… vorrei solo essere in grado di recepirlo al momento giusto e nel modo giusto, ma forse più che altro, più di stare qua ad aspettare, dovrei andare a cercarmelo… La verità? La verità è che non c’è verità: se sto ad aspettare non arriva, se mi muovo ancora alla ricerca finisce che non mi trova, ma allora quando passerà mai da qui, finalmente, questo treno giusto? Forse mai… perché ci sono quelli che dalla vita riescono a prendersi tutto, proprio tutto, e quelli che la vita la inseguono per sempre… o almeno fino a quando non si stufano di farlo… chissà!
Disordinatamente, spesso la notte, mi aggiro su msn a queste coordinate: 5月7日 Libri e Universi sommersiLa mia domenica… la mia domenica tra libri, pensieri, musica e finalmente un po’ di tempo dedicato a me stesso, magari anche a dormire un po’ più del solito e a non pensare che la primavera è quasi volata mia e che l’estate dei fisici bestiali, delle notti calde ed afose, dei miei pensieri disordinati e del mio diventare un anno più vecchio, è ormai alle porte… Niente inquietudini però stasera, niente previsioni cosmiche sull’esito cataclismatico delle nostre esistenze, preferisco invece seguire l’invito di Sere che on line mi ha lanciato di rimbalzo una sfida, una sorta di catena che io adesso giro anche a voi, con una piccola variante… “Cinque libri che raccontano di me, di quello di cui ho bisogno adesso... Credere, Sognare, Stare male, Sentire Complicità e Curarmi da tutto questo... Mi piacerebbe sapere quali sono i "5 libri" di… “ Ecco, avrete intuito che l’invito era riferito anche a me… perché chi mi conosce almeno un po’ sa quanto io sia legato al mondo dei libri e della scrittura in generale… proprio per questo ho dovuto fare una piccola modifica: cinque libri non mi sarebbero certo bastati, troppo pochi, allora ne ho scelti dieci e da qui rilancio a scegliere i vostri dieci libri preferiti, con relative motivazioni connesse, con la vostra, la nostra vita dentro… Cominciamo? Cominciamo, ma vorrei che chi passa da qui e lascia un commento, suggerisse almeno un libro con tutti i suoi perchè... Richard Bach – Un ponte sull’eternità/ A bridge accross forever Ho cominciato a leggere Dick Back ai tempi di Torino, quasi per caso, sul tram che mi portava in facoltà, sull’autobus che mi portava all’allenamento, nella mia camera triste sul viale grigio della città immobile. Ho cominciato con il Gabbiano, mi sono innamorato di Illusioni, ho solcato le eteree dimensioni alternative con Uno, ho letto tutto Back, ma più di tutto mi sono innamorato con Un ponte sull’eternità. Un libro che è dentro di me, che ho regalato milioni di volte come Nessun Luogo è Lontano, un legame profondo tra la vita e l’amore, tra le persone e la loro capacità di affrontare le scelte e decidere le proprie vite. Lo rileggerò quando toglierò al mio cuore la protezione sigillata dal domopack … Nick Hornby – Alta Fedeltà Avrete capito che quando comincio a leggere un autore, esploro tutta la sua produzione letteraria … è quasi come volere conoscere una persona fino in fondo. Alta fedeltà l’ho letto subito dopo Febbre a 90°, il primo capolavoro … mi è piaciuto molto, molto più del film, perché è uno spaccato di vita, di pensieri, di liste, di avvenimenti che alla fine passano dentro la nostra vita giorno dopo giorno, forse per sempre … Fino all’ultimo sono stato tentato se sceglierlo o preferire Non Buttiamoci giù, l’ultimo, bellissimo … la storia di quattro anime diverse, diversamente travagliate … Nella mia vita sta tra Milano ed il Kenya, perché il primo l’ho letto credo quando vivevo a Pavia, l’ultimo durante il mio viaggio in Africa, comprato a Malpensa all’ultimo secondo utile … Jonathan Coe – La banda dei brocchi Di solito non amo ricevere i libri in regalo, preferisco scegliermeli, scoprirli da solo, leggere le retro copertine, magari aprire una pagina a caso … capirete così che quando un cugino che amo poco a Natale di qualche anno fa mi regalò questo libro non lo amai molto, poi però fu un amore profondo, incredibilmente profondo: ho letto tutto di Jonathan Coe, amo le sue storie avvolgenti, i suoi intrecci di vite, plot, storie, mi piace come scrive, l’ho eletto a mio scrittore preferito. La saga della banda dei brocchi è favolosa, la nuova ultima uscita con Circolo Chiuso completa uno squarcio di vita che merita di essere letto … Nella mia vita sta tra casa e Vicenza, in piena nuova ricerca di me stesso Antonio Skarmetà - Il postino di Neruda Non so su quale magazine, ma avevo letto che Lorenzo Jovanotti era rimasto profondamente colpito da questo libro ed allora sono andato a comprarlo di fretta e furia. Il mio primo periodo a Torino, un giovanissimo amore, una donna lontana, passioni e tumulti giovanili, il periodo della mia prima intensa poesia. Un libro che ho amato tanto quanto il film, bello più che mai per la presenza di uno straordinario Troisi… Haruki Murakami - Norwegian Wood/ Noruwei no Mori/ Tokyo Blues È il mio libro in assoluto, comprato quando aveva ancora la copertina rossa e si chiamava appunto Tokyo Blues … letto per la prima volta nell’estate in cui sono tornato a casa da Torino, da allora le nostre vite non si sono separate più … poi quando a novembre sono tornato dal Giappone ed ho deciso di aprire un blog, non potevo non dedicarlo al primo capolavoro di Murakami … Due di Due – Andrea De Carlo Avevo lasciato Torino per tornare a casa ed aprire una nuova pagina della mia vita … ho scoperto questo libro quasi per caso, ho conosciuto una ragazza con lo stesso nome della protagonista, ho vissuto un periodo di introspezione e di vita dissoluta allo stesso tempo, è uno dei periodi della mia vita che ricordo più pieni di passioni e vibrazioni, di vita allo stato puro … questa scelta so che piacerà molto anche alla piccola Flo ... Oceano Mare – Alessandro Baricco Una lunga estate calda sotto il sole di casa mia, tanti, troppi anni fa … credo fosse l’estate dei miei venticinque anni, del mio quarto di secolo, delle memorabili serate al Colibrì, del rimettersi in discussione prima di ripartire ancora una volta verso chissà quale destinazione! Baricco lo avevo scoperto naturalmente a Torino, il monologo di Novecento mi aveva davvero incantato anni prima che uscisse il film, poi ho letto tutto di un fiato, anche se la sua produzione recente non mi entusiasma … Oceanomare è perfetto, è un crogiolo di stili letterari, di citazioni indirette da libri che ho amato molto come nel caso di Conrad e Melville, ma anche di esplosioni di scrittura che ti attanagliano e ti ancorano alla pagina nello stile da perfetto architetto di libri quale è Baricco ... La 25esima ora – David Benioff Ho letto questo libro a Vicenza, comprato credo in un autogrill in uno dei tanti ritorni a casa in piena notte, ancor prima di conoscere l’esistenza di un film e di un programma tv con questo titolo. La 25esima ora è sempre quella dei dubbi e delle alternative, di quelle possibilità a cui non crediamo, di quella vita che non abbiamo, dei noi stessi che non siamo. È un libro a cui sono molto attaccato, leggendolo ho capito che c’è sempre tempo per voltare pagina, anche un attimo prima di arrendersi c’è sempre la possibilità di ricominciare … così ho fatto, così è stato, ed ora eccomi qui … questa è la mia venticinquesima ora… La fine della strada – Joseph O’Connor Al mio ritorno da Pavia – Milano molto spesso mi sono chiesto se avevo fatto bene, se fare il passo che avevo intrapreso fosse stato giusto, se era davvero quella la strada da prendere. Mi sono così imbattuto così in questo libro di uno scrittore che amo molto, che ho scoperto grazie a mia cugina Anna, una persona fondamentale nella mia vita che non cito quasi mai, ed ho scoperto il dono della pazienza, della ricerca, del passo dopo passo. Ancora adesso mi chiedo se quella sia stata una scelta giusta, probabilmente no visto che la persona con cui l’ho condivisa non è più al mio fianco, ma è stata fondamentale per aiutarmi a capire quale fosse la mia strada da percorrere … Anime alla deriva - Richard Mason L’ultimo libro che ho letto è tutto vicentino … ho scoperto Richard Mason su uno scaffale di sconti in ipermercato nel mio ultimo anno a Vicenza ed ho subito fagocitato i suoi due libri, Noi ed Anime alla Deriva, che mi hanno colpito profondamente. Apparentemente semplici, scevri di profondità, ti proiettano invece dentro l’intricata dissolvenza degli abissi di persone come noi, forse poco appariscenti, ma devastantemente segnate dalla vita! Ecco, ne ho scordati tanti, troppi forse, da John Fante al mio Kerouac, Roth, McEwan, Ishiguro, Vargas Llosa, alle poesie di Emily Dickinson con I commenti di Barbara Lanati, agli amatissimi Prèvert e Neruda, ma dovevo pur scegliere e così la mia lista, seppur incompleta, è qui insieme alle relative emozioni, ai miei pezzi di vita lasciati accanto e dentro le pagine, alle mie firme con la data di lettura lasciata sulla copertina ingiallita, ad un me stesso che viene e va come le mirabolanti sensazioni che si provano immedesimandosi tra le righe … Mentre scrivevo, o traducevo a me stesso, questa pagina della mia vita cartacea, stavo riversando sul mio Itunes i miei vecchi cd ed ho ritrovato una vecchia canzone che non mi ricordo se ho già citato sul blog, ma che ho amato moltissimo quando avevo appena virato oltre i miei ventanni… ecco il testo… Universi sommersi - Stadio Chissà amore adesso tu dove sarai Dentro quali tasche poi ritroverai li per caso un po' di noi in quali ascensori mi riabbraccerai e con quali odori tu ritornerai a pensare ancora a noi... Noi con i nostri universi sommersi, noi nella vita del mare dispersi, però ... Solo se non è amore muore tu un giorno capirai e ti ricorderai delle nostre parole sole e ti rimpiangerai lo so che lo farai. Certo non è facile hai ragione tu stare troppo tempo a testa in giù: noi non siamo acrobati stare con un piede qua ed uno di là no, non e' da tutti e forse non si fa, poi non siamo liberi... Noi con i nostri universi sommersi Noi cosi' uguali noi cosi' diversi, pero'... Solo se non e' amore muore Ma noi vivremo sai, non moriremo mai E quel nostro segreto, amore Scordare non potrai e' troppo tardi ormai Solo se non e' amore muore E noi vivremo sai, non moriremo mai. Ci saranno parole nuove, che a un'altra io diro' Se a un altro le dirai, tu gli dirai... Ma quel dolce segreto amore, scordare non potrai nemmeno se vorrai mai e poi mai, mai e poi mai … |
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