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日志


4月10日

Primavera



È un brivido che mi percorre la schiena … è una canzone vibrante che mi scorre dentro le vene … è la vita che mi riempie di vibrazioni e mi svuota come un’emorragia quando arriva la primavera ed io sto qui a chiedermi che fine hanno fatto le nostre vite e che fine abbiamo fatto noi che parlavamo tanto di cambiare il mondo quando è caduto il Muro di Berlino, noi che avevamo un’erezione mentale solo a sentir parlare di Perestroika e guardavamo all’annuncio della morte del sistema sovietico come all’apertura di una nuova era, di un futuro tutto da scrivere, di una vita tutta da vivere.
E allora? Dove siamo? Dove siete? Io ho attraversato la mia vita, ho pagato a caro prezzo le mie scelte, ho vissuto quello che ho creduto fosse più giusto vivere ed ora? Ora non attraverso più mezza Italia in gran segreto per andare a vedere il concerto di Paul Mc Cartney, ora non aspetto più nessun segnale dalla Spagna per capire se continuare a sognare o meno, ora non conto più i giorni che mancano prima di un esame, tanto c’è un esame da affrontare ogni giorno che passa. Nel frattempo ho letto di tutto, da Kerouac a Coe, da Murakami a Baricco, dalla Gazzetta dello Sport alle poesie di T. S. Eliot, sono stato anche in Giappone ed in Kenya, ma vorrei ancora andare negli States ed in Nuova Zelanda, e mi manca sempre qualcosa, mi manca sempre tutto, mi manca quello che sarebbe potuto essere e quello che non sarà, ma andiamo avanti, tiriamo dritto fino alla prossima meta, e poi fino a quella successiva, fino a quando non ci accorgeremo che non siamo bravi a fermarci mai …
Ed intanto mi ascolto Under The Bridge dal concerto dei RHCP in Piazza del Cremlino su MTV …

Under the bridge – Red Hot Chili Peppers

Sometimes I feel
Like I don't have a partner
Sometimes I feel
Like my only friend
Is the city I live in
The city of angels
Lonely as I am
Together we cry

I drive on her streets
'Cause she's my companion
I walk through her hills
'Cause she knows who I am
She sees my good deeds
And she kisses me windy
I never worry
Now that is a lie

I don't ever want to feel
Like I did that day
Take me to the place I love
Take me all the way

It's hard to believe
That there's nobody out there
It's hard to believe
That I'm all alone
At least I have her love
The city she loves me
Lonely as I am
Together we cry

I don't ever want to feel
Like I did that day
Take me to the place I love
Take me all that way

Under the bridge downtown
Is where I drew some blood
Under the bridge downtown
I could not get enough
Under the bridge downtown
Forgot about my love
Under the bridge downtown
I gave my life away
4月8日

Mulini a vento

Vedo e sento di troppi Don Chischotte che cercano una scusa qualsiasi per scagliarsi contro i mulini a vento, per creare contrapposizioni insulse che spariscono di fronte alla realtà dei fatti, solo per mettere in evidenza la propria posizione o autorità per un momento per poi scordarsi di tutto dopo un attimo o commettere senza problemi gli stessi errori senza nessun ritegno, con la massima semplicità ed ipocrisia.

Mi sembra di vedere e credere che questa gente sia effettivamente nella stessa situazione di Don Chischotte, prendendo per vere e normali cose che vere e normali non sono e non possono essere, portando all’estremo condizioni di normalità fino a creare uno casus belli, uno sfilacciamento di rapporti e di fiducia reciproca.

Ma non me ne chiedo più il perché, provo come sempre a mettere dei tamponi, a cercare di raddrizzare la baracca, di rimettere la barca sulla giusta rotta, ma ogni volta di più mi devo convincere che sono tentativi inutili, perché Don Chischotte non è uno, ma son tanti e tutti bravi a lottare contro mostri rari e casi umani, il tutto per non imparar definitivamente a lottare contro se stessi, per non riuscire a gestirsi, a darsi un freno o la giusta accelerata, sempre pronti a giustificare i propri atteggiamenti deleteri in primis con colpe d’altri oppure con teorie inverosimili o scelte freudianamente psichedeliche.

Il problema è che il mondo è popolato di Don Chischotte, la verità è che dentro di noi c’è questo seme di superomismo latente, che spesso e volentieri questa categoria di persone tende ad esaltarsi ed abbattersi per un nonnulla, creando fuochi d’artificio o cortei funebri in un solo attimo, per poi fare finta di niente e sorvolare sull’accaduto.

Non mi abituerò mai, non vorrò abituarmi mai, anche io lotto contro i mulini a vento, ma la prima e vera battaglia è sempre contro me stesso, pur sapendo che non vincerò mai.