Toru 的个人资料Noruwei no mori... Tokyo...照片日志列表更多 ![]() | 帮助 |
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2月27日 NightHo attraversato la notte, ascoltando i pezzi d'anima del mio cuore intrappolati dentro le canzoni che più amo che scorrevano lente mentre attraversavo la notte ed i paesaggi del Mediterraneo con dentro la mia testa pensieri e ricordi e parti dilaniate di me che pensavo non esistessero più...
attraversando la notte ho ritrovato alcune delle mie parole antiche che riscrivo e riporto di seguito ed una canzone che amo molto, perchè c'è sempre un tempo per chiudere ed uno per ricominciare...
Night
Ho conosciuto le stelle e le notti, mi sono perso per strada senza comprendere delle verità la falsa valenza perché credevo nelle scelte e nel loro puro candore.
Ogni passo ha un calpestio molesto ed ogni cielo ha il suo spazio infinito, ma io sarò mai padrone di me stesso? La notte ha occhi scuri come i tuoi, la tua pelle è troppo distante dalla mia.
L’anima vaga di eterno in eterno, poi si ferma dentro corpi ed entità, evita momenti di riflessione e stasi, segue il flusso dello svolgersi dipanandosi tra realtà e verità.
Ho bisogno di false certezze e di incompleti punti di riferimento, voglio percorrere la mia emotività arginando falsi antropomorfi dolori: sento il mio cuore battere e non è per te.
Forse è tutto qua, semplice e complicatocome la morte di una cicala in una notte d’estate ed il chiedersi quando e se, ma non pensarci mai.
Forse ho impiegato troppo tempo a chiedere della vita e alla vita i passaggi fondamentali per arrivare ai risultati: funeste formule del vago.
Forse posso ingannarmi contando lentamente battiti veloci, imbizzarriti al solo pensiero crudele di una inverosimile separazione dall’amore.
Già, posso vagheggiare e lasciarmi il mondo alle spalle, ma non te che del mio mondo eri la reale ispirazione, non il trasmigrare delle emozioni dalla tua anima a me.
Forse ho imparato che l’amore ha aspetti mutevoli e si mostra in forme diverse per approfondire la reale entità ed il valore assoluto della sua essenza.
Forse ho ascoltato i rumori della notte per ricordare quanto il buio sia definitivamente simile al silenzio se perdo la speranza di poter culminare il mio inseguimento.
Forse a volte perdo anche me stesso, eterno guadagno, ma alla vita chiedo da umile apprendista di quotidianità di non perdere mai la possibilità di attraversarla,
anche senza te. http://www.youtube.com/watch?v=idyyGsNTqfI
2月18日 Wishing WellParole e pensieri che vanno e vengono dentro questa domenica di metà febbraio in cui i protagonisti principali dello scorrere lento del mio tempo diventano il virus intestinale e l’influenza. Ho spento la tv, cercato di riordinare le idee, ho messo in rotazione la mia musica che mi attraversa e scuote l’anima, dritta dalle casse del mio portatile al mio io nascosto al mondo esterno ed intento a produrre miliardi di monologhi interiori che di solito si manifestano poi durante i sogni notturni in cui mi capita, a volte, solo a volte fortunatamente, di parlare a voce alta. Eccomi qui dunque ad ascoltare un’insolita versione acustica di Mr. Jones dei miei adorati Counting Crows, o di quello che era una delle band che apprezzavo di più, mentre cerco di fare chiarezza su tanti punti intricati della mia vita ed intanto lo stomaco non smette di fare le bizze e domani è già lunedì… Come al solito con l’arrivo della primavera penso di cambiare qualcosa: l’anno scorso in questo periodo avevo comprato una supermacchina da palestra, ma dopo aver impiegato una settimana a montarla pezzo dopo pezzo è rimasta da parte a prendere polvere insieme alla bici da camera professionale ed il resto. Tipico: tanto mi rifugio nella scusa che non ho mai tempo, che non riesco a coordinare mai i minuti liberi, che i miei orari sono sempre sballati. Questo è anche vero, ma niente è mai del tutto impossibile, se si vuole veramente… già… Quest’anno avrei intenzione di spostarmi in un ambiente più grande, organizzare meglio il tutto, ottimizzare gli spazi, dall’area multimediale a quella con il materiale d’archivio professionale e la mia infinita libreria, ricavando anche un’aerea per la già citata macchina da palestra da rimettere in moto… già, ma significherebbe che ho deciso di metter radici, almeno per un po’, ed io sono indeciso perché per prolungare questa esperienza vorrei vedere anche oltre. Per il momento quindi vado passo dopo passo, anche se è un periodo in cui sono particolarmente scontroso, del tutto nevrotico, spesso pronto ad esplodere per un nonnulla. La verità? Forse il domopack mi sta asfissiando il cuore, ma almeno mi protegge e mi evita salti pericolosi verso il passato. In fondo però San Valentino è anche passato ed i miei slanci di romanticismo li tengo ancora sottocontrollo per cui mi abbandono invece al ritmo di una canzone della mia adolescenza che forse per una volta mi può anche aiutare a guardare con fiducia il futuro… Lui è Terence Trent D’Arby, come si faceva chiamare all’epoca, e questa è semplicemente Wishing Well , il motto con cui ho chiuso i miliardi di lettere che scrivevo in quel periodo …
http://www.youtube.com/watch?v=AbtGi9xnhsc
Sono però ancora in debito con Giovanna che mi aveva nominato per il giochetto dei cinque difetti più importanti, per cui non mi resta che elencarli:
1) sono veramente permaloso, non accetto di essere criticato, soprattutto quando penso di essere nel giusto, anche se poi riesco sempre a riconoscere gli errori 2) non mi nascondo mai, nel senso che mi piace esprimere chiaramente le mie idee ed in un mondo in cui spesso si usano i giri di parole, alla fine questo essere così schietto e deciso mi torna dritto indietro
3) difficilmente accetto di essere un numero due se chi sta sopra di me non vale almeno tanto quanto me. Sono profondamente rispettoso dei miei superiori, in qualsiasi settore, ma vorrei essere sempre io a dirigere le operazioni
4) a volte mi piace isolarmi, spegnere tutto e stare solo con me stesso per risolvere i miei problemi. In quei momenti divento ipercritico nei miei confronti
5) il difetto più grande: sono me stesso con tutte le mie contraddizioni
Mi toccherebbe però nominare altre cinque persone, ma lascio libero il campo a chi vuole rispondere liberamente…
Wishing Well 2月13日 all good thingsAll good things…
Un vento fortissimo spazza in lungo e largo le latitudini dei miei pensieri e colora il cielo di cangianti sfumature figlie di percorsi diversi di nuvole e perturbazioni. La vita offre sempre prospettive diverse ed io non sono mai soddisfatto: questa è una parte integrante della mia vita, una mia caratteristica peculiare, niente è mai abbastanza. L’odore dell’ospedale si è allontanato, la persona a me molto cara è tornata a casa, ma è come se questo vento arrivato dal nulla volesse spazzare via forse anche le preoccupazioni ed io non sono preparato per affrontare le dissolvenze. Questo fine settimana è stato caratterizzato da buone soddisfazioni, ma la scarica di adrenalina tanto aspettata non è arrivata. Anzi si è accumulato in me giorno dopo giorno quello strano senso di inadeguatezza e di voglia di cambiamento che caratterizza la mia vita da sempre. Cambiare lavoro adesso però sarebbe troppo rischioso, vorrebbe dire non portare a termine un progetto che io stesso ho costruito con le mie mani, passo dopo passo, quando davvero in pochi credevano che potesse funzionare. Questo nuovo lavoro, questo nuovo incarico è stata una prova fondamentale per me, per capire fino a che punto potevo fare un altro salto di qualità per puntare ancora più in alto. Il percorso è a buon punto, il traguardo è quasi raggiunto, ma tutto ciò che sono riuscito ad ottenere non è ancora abbastanza. Proprio in questi momenti sento la mancanza di qualcuno accanto, di qualcuno con cui condividere tutto ciò che vivo, sento e penso, poi però mi ricordo del mio domopack e mi avvolgo stretto stretto il cuore, così da soffocare ogni mio brivido, slancio, emozione… Intanto penso alle persone che ho incontrato per strada, o meglio sul web, in questo piccolo spazio temporale, da quando sono tornato dal Giappone. Mi spiace che Sil si sia oscurata, lei sa che in passato sono scomparso anch’io dalla rete, ma sono tornato per le persone speciali come lei, come voi, come Giovanna che forse sta ultimando la sua tesi, come Roby che si è offerta subito in mio soccorso, come Armonia che soffre in silenzio, per non citare tutte le persone che attraversano il web con i propri pensieri, piccoli e grandi che siano, tutti importanti, tutti fondamentali. Si riparte, si ricomincia, sperando che non sia vero che tutto ciò che è buono, che è davvero speciale, debba avere necessariamente una fine…
All Good Things (Come To An End)
Dogs were whistling a new tune
All Good Things – Nelly Furtado http://www.youtube.com/watch?v=8acqUtyT0C4
2月10日 sensazioniSensazioni
Odore… non ho mai amato l’odore degli ospedali e quella luce fioca ed un po’ spenta che sembra lasciar spazio ad oscuri presagi. Odore… l’odore dell’ospedale stamattina era davvero aspro, ma allo stesso tempo denso di persone e sofferenze, di tutte le preoccupazioni di chi sta ad aspettare che la situazione sia più chiara, definita. Sguardi… lo sguardo di mio padre all’ospedale stamattina era spento e preoccupato, più di un fratello che andava a trovare un fratello dopo una notte di preoccupazioni, più dell’odore forte dell’ospedale, più di vecchi ricordi di vigilie di Natale… Passi.. i passi fino alla stanza risuonavano lenti, i passi si sono fermati all’incontro degli sguardi, le parole hanno lasciato trasparire le preoccupazioni, le spiegazioni hanno lasciato posto ad altri dubbi, fino ad una possibile soluzione. Domani… domani è un altro giorno, domani è un’altra partenza ed un week-end più che decisivo per quello per cui abbiamo lavorato in questi mesi. Spero davvero di poter tornare lunedì mattina e poter raccontare di una nuova scarica di adrenalina, di un nuovo passo in avanti. Vedremo… Intanto nella mia testa girano duemila sensazioni al minuto e posso dirvi che non è mai facile tornare sui propri passi… Vorrei raccogliere l’invito di Titina e volare magari a New York per aprire un nuovo capitolo della mia vita, in un altro angolo di mondo, oppure semplicemente prendere la macchina ed andare a trovare Silvia sotto il vulcano o Roby che sa tanto di Giappone eppure vive alle falde dell’altro vulcano. In verità i nuovi orizzonti da esplorare potrebbero essere tanti, ma ieri mentre pensavo a tutto questo è arrivata la telefonata che mi preannunciava quel malessere e il possibile ricovero in ospedale, poi il giro di telefonate ed informazioni, a seguire altre tensioni fino alle prime, poche, rassicuranti notizie. Questo post è davvero difficile da decifrare, ma nel mio cuore e nella mia testa c’è un fortissimo andirivieni di pensieri, di parole, di domopack arroventato dalle forti pulsazioni che riesce a trattenere a stento la parte più profonda di me stesso. Lascio che la notte venga e che porti consiglio: ho scelto una canzone che ha un mix di tristezza e di dolcezza, con una distorsione di pensieri e desideri, fin dentro l’anima.
No surprises - Radiohead http://www.youtube.com/watch?v=ho8peKM48LE
2月5日 Punto di partenzaEccomi, sono tornato... forse, più o meno, si vedrà... forse perchè riprendere i normali ritmi di vita dopo gli ultimi frenetici dieci giorni non sarà cero semplice. Facciamo un po' di conti: ho preso quattro aerei, una decina di treni, visto due partite di serie A, dormito in sei alberghi diversi, mangiato in troppi ristoranti e cercato altri alberghi praticamente in tutta Italia. Sono appena tornato poi ed è anche cominciato lo sciopero dei benzinai, vuoi mettere?
Negli ultimi dieci giorni ho attraversato l'Italia in lungo e largo, da casa a Vicenza, Venezia, poi di nuovo casa e da ancora Roma e Perugia, adesso stop. Da domani si riprende e spero anche di rimettere in piedi la giusta voglia di fare le cose. Vedremo, intanto oggi in aeroporto mi sono comprato la nuova versione italiana di Tokio Blues, ovvero del libro a cui è dedicato questo blog, e questo mi è bastato per una prima iniezione di fiducia... forse, come sempre.
Ho lasciato Perugia in una mattina dal cielo indeciso su un eurostar che si insinuava tra i colli e le verdi pianure dell'Italia centrale ed i pensieri dei viaggiatori in attesa di raggiungere i propri destini quotidiani. Destini, partenze, arrivi, forse semplici destinazioni della propria esistenza. In questi ultimi giorni Yuki ha attraversato la mia vita in maniera forte e decisa fino a farmi capire che io per lei potevo provare solo gli stessi brividi di una mattina infreddolita d'inverno riscaldata in maniera incapace da un sole troppo timido per essere vero.
La cura domopack ha dunque funzionato ancora, anche se il passato si è spesso insinuato nelle fessure tra un risvolto e l'altro della mia anima... forse perchè la morte inattesa del padre di Luchino mi ha fatto capire che infondo siamo definitivamente divantati grandi senza nemmeno rendercene conto e che certe parentesi della nostra gioventù devono essere necessariamente archiviate in fretta. Chissà, ma il funerale di Giuffrida senior mi ha scosso enormemente e mi ha lasciato un senso di vuoto incredibile dentro: ho visto dentro me tutto il tempo che è passato, dalle emozioni di quando eravamo praticamente bambini alle piccole liti per le ragazze che ci piacevano ed all'amicizia vera che forse non esiste e che però non muore mai. Pazienza se poi la sera la mia macchina nuova mi ha piantato di nuovo in asso e se non sono stato abbastanza socievole con Yuki e con il resto del mondo: sono fatto così...
Devo cambiare pagina, sento il bisogno forte di ripartire, stavolta dentro però, ma come si fa a cambiare rotta quando i ricordi, e forse anche qualche rimpianto, tornano a farsi pressanti mettendo a dura prova anche il domopack? Mi è successo la prima volta a Venezia lunedì scorso, quella Venezia che era stata bruscamente nostra, ma è capitato anche l'altra sera quando riprendendo la mia vecchia auto ho ritrovato sui vetri appannati in controluce i nostri antichi graffiti, le effimere promesse d'amore di un'epoca che non c'è più. Ma quando mi convincerò che il passato non può più tornare a farmi male?
Forse come dice e scrive qualcuno dovrei tornare a fare un salto nel buio, a lasciare spazio all'amore, ma la verità è che questi momenti in cui mi sento pervaso da un'aridità che mi devasta, con il cuore sempre avvolto nel domopack, mi fanno sempre meno male di quelli in cui ho sofferto per amore... ed allora mi adatto, mi nascondo, mi adeguo a questo me stesso.
L'aereo che mi ha riportato oggi ha casa ha attraversato un cielo di sole e pensieri, pronto a riavvolgere come sempre il nastro su cui è incisa la mia vita, con il solito fatidico ritorno allo stesso punto di partenza.
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