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    December 30

    Un anno nuovo ... chissà

    Un anno nuovo ... chissà ... tempo di bilanci, di troppi forse, ma e perchè ed intanto fuori i giorni fragili scorrono insieme alla pioggia incessante di questo fine 2007, quasi a voler lavare gli ultimi pensieri, quasi a volerci togliere i pensieri sporchi dalle spalle, quasi a voler far scivolare tutto via ...

    Non è così facile però, non è come quando squilla il telefonino e puoi decidere liberamente se rispondere o meno a seconda se ti piace o no la persona visualizzata sullo schermo, magari con un'icona miniaturizzata, quasi a voler contenere in quella rubrica elettronica tutti i ma ed i se di una persona che conosciamo da anni e forse non abbiamo imparato a conoscere mai. ma questa è solo una semplice digressione, inutile, un pensiero veloce ...

    Ho riaperto il blog andando a ritroso in questo periodo l'anno scorso, ho ritrovato canzoni che amo come quelle degli Snow Patrol o come la magica a Long December, poi mi sono messo a girare seguendo l'istinto su You Tube ed ho preparato un'altra playlist con le canzoni che più sentivo a cuore, di getto, d'impeto ... come in uno State of Love and Trust ...

    ecco, il mio bilancio personale deve ripartire da questa sintesi perfetta, State of Love and Trust, amore e fiducia però in se stessi ed in niente più, al ritmo di un buon rock che scuote dentro ...

    da dove partiamo? per un anno di bilanci si deve partire necessariamente dal lavoro: allora, chi mi conosce bene sa che non riesco a tenermi stretto un lavoro per più di due anni, quindi adesso siamo nel periodo caldo, quello delle indecisioni, della voglia di cambiare, degli stravolgimenti. Alla fine ho deciso di restare, mi sono rimesso in discussione, sto ricominciando cercando di differenziare le mie modalità di intervento e le mie aree di impiego, è difficile da spiegare, ma anche se so che spesso ci saranno momenti di scoramento ed indecisione, alla fine sarò come una canzone rock, dura e lenta a morire, saldo in quelle che sono le mie posizioni. Per il resto è sempre tutto uguale e sempre tutto diverso ... l'amore ... l'amore che cos'é? canterebbe Luca Carboni in una delle canzoni che ho inserito nella mia playlist ... la verità è che l'amore non esiste più, cicatrici e ferite ne hanno preso il posto e mi ricordano bene che devo tenere il cuore a freno ... è vero, a volte sbaglio, a volte mi infervoro, a volte perdo il senno, ma è questione di ormoni e grazie al domopack sopravvivo perchè so bene che non mi innamorerò più ... il tempo delle mele è passato ... non c'è più un'onda che ci trasforma ... non c'è più lei, anche se ogni tanto torna nelle mie notti e si impossessa dei miei sogni turbando poi i miei pensieri durante il giorno ... disdetta ...

    per il resto? per il resto è tutta una lotta giorno dopo giorno, emozioni che vanno, emozioni che vengono, certezze che diventano solide, certezze che si polverizzano in un istante, sogni che diventano realtà e realtà che distrugge in un attimo tutti i nostri giorni ... chissà ... vorrei tornare presto in giappone, vorrei cambiare di nuovo vita, vorrei fare un lungo viaggio per scordare tutto, ma alla fine sono sempre qui e tra poche ore comincia un altro anno, denso di novità, di dubbi e di paure, ma anche di vita da vivere ... spero anche insieme a voi qui su questo blog.

    Vi lascio una citazione ed una playlist, buon 2008 ...

    Mi sembrava di non aver mai toccato l'apice. Se mi voltavo indietro, mi sembrava di non aver avuto nemmeno una vita. Un po' di vicissitudini. Progressi e regressi. Ma niente di più. Non avevo fatto niente, prodotto niente. Avevo amato qualcuno, ed ero stato amato. Ma non mi restava niente. Il paesaggio era stranamente piatto. Mi sembrava di muovermi all'interno di un videogame. Come Pac-man, avanzavo mangiando i puntini che componevano il labirinto. Senza scopo. Ma con la certezza, prima o poi, di morire

     

    Dance dance dance – Haruki Murakami


     

    December 24

    O è natale tutti i giorni ...

      Quasi Natale, quasi voglia di festa, quasi vigilia con la mia famiglia ed il ricordo di mio nonno morto in una notte come questa, ma non importa, non stavolta che il mio umore non è proprio dei migliori, come del resto quasi ogni vigilia da qualche tempo a questa parte.
    Potrebbe essere tempo di bilanci, potrebbe essere tempo di canzoni dei Counting Crows con chitarre triste e lente e bassi ritmati a scandire lo scorrere del tempo che se ne va, potrebbe essere tempo di me stesso da solo, potrebbe essere tempo di scrivere su questo blog trascurato forse da troppo tempo, ma ho ancora un paio di regali da comprare con i pochi euro che mi sono rimasti in tasca ed anche se per me la verità è che forse non sarà nemmeno Natale, non voglio distruggere l'atmosfera a priori, non voglio essere il solito bastiancontrario ...
    in fondo O è Natale tutti i giorni o non è Natale mai, no?
    La pioggia scorre in sottofondo, la neve qui non arriverà mai, avrei preferito essere riuscito a scrivere un intervento come quello di EloisaTullio annoverando tutti i nuovi amici di questo nuovo anno per un bilancio felice, io no invece ...
    Io no perchè di nuovi amici in questo periodo, in questo ultimo anno, non è che ne abbia avuto la fortuna di averne conosciuti tanti, ma questo fa parte del mio essere orso bruno, inaccessibile e solitario, ma almeno posso dire di essere fortunato di aver conosciuto tane nuove persone grazie a questo blog ... alcune di passaggio, alcune che sono restate per un po', altre che sono qui dall'inizio di questo mio raccontare cominciato dal ritorno dal mio viaggio in Giappone ... ecco, adesso un altro viaggio in Giappone sarebbe perfetto ...
    Questo messaggio, questi auguri di Natale, questo pensiero di Buone Feste, spero arrivi a tutti coloro che in questo anno sono passati da qui, a tutti coloro che hanno lasciato un segno, a tutti coloro che hanno provato a capirmi, magari senza nemmeno riuscirci, a tutti coloro che mi hanno dedicato un attimo del loro tempo ... che sia Natale davvero per tutti voi!!!


    December 03

    Una domenica qualunque, una domenica fuori da ogni canone …

    Partiamo dal concetto che tornare a casa la domenica mattina non è mai facile, soprattutto per quelli come me che ogni tanto preferirebbero pure svegliarsi un po’ più tardi e fregarsene del resto del mondo, soprattutto se è domenica, soprattutto se l’indomani è di nuovo lunedì …

    Facciamo allora che torno a casa la domenica mattina dopo un’intera scomodissima notte di viaggio ad ascoltare musica dal mio ipod con una temperatura ambiente di quasi trenta gradi e qualche sorpasso avventato in curva di un autista ansioso di tornare a casa dalla moglie e dalla famiglia per una domenica conviviale. Arrivo, prendo la mia macchina parcheggiata di fronte al commissariato. Altri quaranta minuti di strada per tornare a casa:  per strada sorpasso una volante, poi mi fermano i caramba, in fine arrivato in piazza, compro il giornale e vado al bar per un cappuccino … I viavai dei bar sono sempre pericolosi, incontro tutti quelli che non volevo incontrare, offro un paio di colazioni e torno a casa dove la domenica scorre tranquilla, morbida e del tutto insignificante come troppi periodi della mia esistenza …

    Ecco, è a questo punto della domenica che mi viene in mente di scrivere questo tipo di intervento che solo in due o tre capirete, perché solo in due conoscete sicuramente il cantante di cui sto parlando … Sergio Caputo … ho trovato una serie incredibile di video su youtube e me li sono sciroppati tutti, cantando a squarciagola come uno scemo le canzoni architettoniche a livello di linguaggio con un gradevole rhythm and blues a scandire la melodia per un piacevole flashback di tempi che non ci sono più …

     

    “… in evidente stato confusionale, ci muoviamo voluminosi in uno spazio bidimensionale, vittime di un complotto finanziato dalla notte oscura, con la banda dei cuori infranti che ci fa premura. E una birra di qua, e una birra di là, e la sera se ne va, e pensiamo di noi ...che sarà … grandi imprese ed amori fallimentari, assi del mordi e fuggi in circostanze particolari, persi nella metropoli effetto notte americana, ammazziamo la solitudine affascinati dal panorama” (Io e Rino – Sergio Caputo)

     

    Ho scoperto Sergio Caputo rubando le cassette di mio cugino di qualche anno più grande, l’ho visto in concerto in una piazza di paese, l’ho ascoltato e riascoltato alla radio, forse mi ha anche influenzato per il suo modo bizantino di collezionare le parole e rimetterle insieme quasi per strabiliare, sempre per emozionare dicendo solo ed unicamente la verità …

     

    “… L'alba s'incendiò sui binari del tram una gazza mi rubò la mia croce ed altri oggetti punk, guardo lassù, ma il cielo è una fotografia, vendono i tuoi stracci, giù ai cancelli della follia. Questi siamo noi... con il freddo che fa, fra l'incudine di Dio, e il martello dell'umanità. Eccoci qui, ripresi dalla tv... scurdammose o' passato... che al futuro ci hai pensato tu, ci hai pensato tu ... “ (Ma che amico sei – Sergio Caputo)

     

    Ma infondo le domeniche arrivano tutte uguali così, per farci fare i conti, per farci rendere conto che siamo sempre in bolletta, per farci calcolare irresolutamente quale sarà la prossima sciocchezza che ci potremo permettere, quale il prossimo sogno che potremo collezionare insieme agli altri messi lì, sparsi dentro un cassetto o buttati nel cestino della carta straccia. Lì, tra un sogno ed uno stralcio di poesia, ci sono tutte le nostre domeniche … e tutti gli anticipi di sempre uguali lunedì …

     

    “…Idrofobina vegetale, bevo per dimenticare, il mal di mare, viscerale che questo mondo mi da … Respirazione artificiale, Per resuscitare il vecchio buon umore, Fai il favore non criticarmi perché , E’ sempre più difficile tirare avanti questo show …Bimba non è un caso di nevrastenia, Puoi denominarlo spreco di energia, Tutta la fatica che mi tocca fare, Solo per riuscire a galleggiare in questo pazzo pazzo mare … “ (Bimba se sapessi – SC)

     

    L’altro giorno ho sentito una vecchia amica al telefono, una volta ci siamo voluti bene davvero, è stato un periodo breve ed intenso, ma certe cose restano attaccate sempre alla pelle e tu continui a cercare di non dimenticare le persone che ti sono state vicine almeno fino a quando non ti dimentichi anche di te. Ma sì … Mio cugino, quello delle canzoni di Sergio Caputo, è ricoverato in ospedale, un problema grave all’improvviso ma riuscirà a farcela, l’ho chiamato l’altra sera, erano anni ormai, erano vite diverse, era forse anche semplicemente un altro me …

     

    “… e certe volte vedo te dieci anni fa come in un flash, sei proprio tu o è solo un trucco  del destino … Cerco tra le pagine di un diario scritto mai, sulle tracce di fiori appassiti e altre storie vecchie assai... “ (Tutto è finito Mariù – Sergio Caputo)

     

    Questa però non è una domenica di malinconia, solo una domenica vuota di pensieri ed intenzioni, anche se ho troppo da pensare e da programmare e da domani sarà un altro terribile lunedì … perché alla fine si deve pur sempre accettare la realtà, prima di scappare via un’altra volta, come sempre, come capiterà ancora una volta a me …

     

    “… Uno stock di Giapponesi mi travolge, Me, e la mia verve, e sparisce tra le fauci di un hotel. L’ottimismo ricomincia a pilotarmi per la città, un’insegna verde menta, mi promette un whisky bar, un juke-box sussurra wasciù-wariu-và … Quante signorine! Bello capitarci senza te. Faccio il milionario, mi destreggio, uno sgabello come Fred Astaire. Ordino una guinness per la prima manche, forse sono triste ma il mio cuore non lo sa … Non vederti più... farci una risata su. Non vederti più, già dimenticata, pure tu … “ (Mercy bocù – Sergio Caputo)

      Ps: Buona settimana …