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日志


11月16日

Sparpagliatamente

Ho visto sei film in due notti, ho ascoltato il rumore della pioggia, ho guardato dentro me stesso, sono stato a cena con amici, ho creduto di sentire battere il cuore, ho sorriso ad un sorriso intrigante, ho capito che non saprei forse più innamorarmi, ho capito di essere certo di non essere più in grado di amare, ho capito ancor di più che davvero non saprei fare innamorare più nessuno, ho pensato di andare per un anno in Africa come volontario, ho ordinato la mia piccola casa ed ho subito riseminato disordine ovunque in un batter d’occhio, ho attraversato il vento e ho sentito la brezza gelida ricordarmi che è inverno, ho capito che questa vita non la sento più mia, ho riletto quasi tutto NOI di Richard Mason, ho avuto il telefono bloccato per un paio di giorni senza alcun motivo, ho telefonato mille volte per segnalare il guasto, ho scritto una mail di protesta, ho chiamato i miei, ho scambiato un paio di sms con mio fratello dopo qualche secolo, ho telefonato ad una donna che per un po’ ho creduto vicina, ho attraversato la città di notte, ho sentito l’odore della pioggia, poi all’improvviso ho risentito questa canzone e mi è venuta voglia di metterla qui.

 

Malinconia – Luca Carboni

 

La malinconia ha le onde come il mare ti fa andare e poi tornare
ti culla dolcemente
la malinconia si balla come un lento la puoi stringere in silenzio
e sentire tutto dentro
è sentirsi vicini e anche lontani è viaggiare stando fermi
è vivere altre vite
è sentirsi in volo dentro gli aereoplani sulle navi illuminate
sui treni che vedi passare

ha la luce calda e rossa di un tramonto
di un giorno ferito che non vuole morire mai

sembra quasi la felicità, sembra quasi l’anima che va
il sogno che si mischia alla realtà
puoi scambiarla per tristezza ma e’ solo l’anima che sa
che anche il dolore servirà

e si ferma un attimo a consolare il pianto
del mondo ferito che non vuol morire mai

e perdersi tra le dune del deserto tra le onde in mare aperto
anche dentro questa città
e sentire che tutto si può perdonare, che tutto è sempre uguale
cioè che tutto può cambiare
è stare in silenzio ad ascoltare e sentire che può esere dolce
un giorno anche morire

nella luce calda e rossa di un tramonto
di un giorno ferito che non vuole morire mai

sembra quasi la felicità sembra quasi l’anima che va
il sogno che si mischia alla realtà
puoi scambiarla per tristezza ma è solo l’anima che sa
che anche il dolore passerà

e si ferma un attimo a consolare il pianto
di un amore ferito che non vuole morire mai

 

Il video: http://it.youtube.com/watch?v=5ZZQq9VU3wI

11月4日

Over my head

Da domani comincio a leggere per una volta ancora uno dei libri che mi hanno attraversato la vita almeno per un’eternità o due, uno di quelli che ti restano attaccati sulla pelle come una canzone che non dimentichi più o un film che ti ha bucato l’anima e che poi non sai nemmeno spiegarne il perché … perché i perché sono difficili da spiegare, perché i perché non hanno mai la spiegazione giusta sui perché…

Per ora però Noi di Richard Mason resta lì su quella mensola polverosa in un angolo poco frequentato di casa mia, già perché questo fine settimana sono tornato a casa ed a casa resterò complice anche una pestilenziosa bronchite che mi sta divorando dentro e che proverò a curare inutilmente a suon di antibiotici, sciroppi e continua mancanza d’affetto… tosse ed influenza sono mie compagne fraterne da quando avevo quattro anni appena e andavo all’asilo in quella scuola al centro del vento dove ora insegni forse ancora tu, strano scherzo del destino, di un destino che non esiste ed in cui mi sforzo ancora di non credere fiero del pensiero che se questa vita fosse già tutta scritta non ci sarebbe nemmeno piacere a viverla … o no?

Fuori piove, sembra il diluvio universale, così ho messo su le cuffie e dato sfogo alla musica sul mio portatile, io che le cuffie le malsopporto, io che vorrei sempre avere ogni rumore della notte sottocontrollo, io che non sono più me stesso, da quanto tempo ormai, e chissà perché poi … la pioggia la dovresti sentire anche tu, stanotte siamo sotto lo stesso cielo, anche se un po’ distanti, troppo distanti ormai, ed infatti che ne puoi sapere tu che stanotte ho rubato del tempo al mio tempo che non ho per scrivere anche di te e di quello che a volte mi trapana il cuore, improvvisamente, come un bagliore violento che dilania la vista, come un boato che fragorosamente esplode dentro la mente, come i ricordi che accendono memorie, ravvivano sapori ed odori, per poi scappare via e lasciarmi irrimediabilmente solo con me stesso, come è giusto che sia quando certi pensieri vengono a trovarmi, abili e rapidi come fantasmi a riportarmi il passato che non può più tornare …

All’inizio della scorsa settimana ero lì a pensare, o meglio a lottare con me stesso, per decidere se era il caso di lasciare una fessura e consentire una breccia a questi timidi fantasmi permettendo al mio cuore di censurare le ferite, di ignorare le cicatrici e di essere libero di scegliere quale strada percorrere, se distante dal passato o dritta fino al ricordo. Per un momento avevo deciso di passare dal solito fioraio, di scrivere sul bigliettino di nascosto un timido aiku, di mandarti la solita rosa blu circondata da rose rosse e baci perugina, come qualcosa che era solito ma ogni volta diverso e forse anche sorprendente… poteva essere un’idea per ricordare che sarebbero stati nove anni, che alla fine anche se è andata come è andata non bisogna mai distruggere quello che siamo stati l’uno per l’altro, che … che …

Mi sarei ingannato, avrei preso in giro me stesso e quella magia di noi che non c’è più, ed allora non l’ho fatto e sono stato fedele a me stesso, alle mie cicatrici, ai ricordi che mi porto cuciti dentro e ad una parte di me che non c’è più e che a volte mi chiedo se c’è mai stata veramente, con tutto quello che siamo stati, con tutto quello a cui abbiamo rinunciato per essere adesso lontani, per tutto quello che abbiamo sentito e che adesso forse non c’è più … quella sera ti ho immaginata con gli stessi pensieri, con gli stessi dubbi, con le stesse inquietudini, magari con la paura che potessi mandarti a casa un’altra mia stupida sorpresa floreale dopo un’eternità … ma no … ma davvero che ne sai più tu di me e cosa mi da il diritto di pensare anche solo per un momento che la tua anima e quel che resta del tuo cuore si potessero essere sintonizzati ancora una volta, almeno una volta ancora, sulla mia stessa frequenza… già… chissà perché…

Ieri ero in macchina con un mio amico, parlavamo della bufera che stava per arrivare, nuvole, lampi e tuoni, il mare in tempesta … mi raccontava che lunedì era stato anche peggio … già lunedì mentre ti pensavo … ero io che agitavo il cielo con i miei pensieri … e lui all’improvviso mi dice che quel lunedì ti ha rivista insieme a due amiche … tu in giro il lunedì pomeriggio … tu in giro in mezzo alla tempesta … proprio tu … altro che sintonia … altro che pensieri … altro che stessa frequenza … altro che inquietudini … allora ho fatto bene potrei dire a non aver riaperto una pagina del passato con un gesto difficile da interpretare anche per me stesso? Non lo so… ed io quando non lo so divento pericoloso ed allora mi sono segnato la data, un paio di numeri relativi e con un po’ di fantasia li ho dati al mio amico che ti aveva incontrata … ecco, gli ho detto, puoi giocarteli al superenalotto, forse riescono a fare felice almeno te… mi ha guardato stranito, mi ha detto che sto peggiorando, mi sono giustificato con la febbre che stava salendo vertiginosamente, ma alla fine la verità è che anche stanotte ha ricominciato a piovere, che tu non ci sarai più per sempre su questa stessa sintonia e che in fondo forse mi sta bene anche così, che ho messo da parte le cuffie e dentro me continua a girare una canzone che mi prende l’anima e che spero non mi abbandoni almeno fino a quando non riuscirò ad abbandonare pensieri che non devo avere, che non mi posso proprio permettere, che non mi appartengono più …

Basta, buonanotte, qui non si sogna più …

 

Il video: http://it.youtube.com/watch?v=mpiEEl_5pmA

 

Ed il testo:

 

Over my head – The Fray

 

I never knew
I never knew that everything was falling through
That everyone I knew was waiting on a queue
To turn and run when all I needed was the truth
But that's how it's got to be
It's coming down to nothing more than apathy
I'd rather run the other way than stay and see
The smoke and who's still standing when it clears

Everyone knows I'm in
Over my head
Over my head
With eight seconds left in overtime
She's on your mind
She's on your mind

Let's rearrange
I wish you were a stranger I could disengage
Just say that we agree and then never change
Soften a bit until we all just get along
But that's disregard
Find another friend and you discard
As you lose the argument in a cable car
Hanging above as the canyon comes between

Everyone knows I'm in
Over my head
Over my head
With eight seconds left in overtime
She's on your mind
She's on your mind

Everyone knows I'm in
Over my head
Over my head
With eight seconds left in overtime
She's on your mind
She's on your mind

And suddenly I become a part of your past
I'm becoming the part that don't last
I'm losing you and its effortless
Without a sound we lose sight of the ground
In the throw around
Never thought that you wanted to bring it down
I won't let it go down till we torch it ourselves

And everyone knows I'm in
Over my head
Over my head
With eight seconds left in overtime
She's on your mind
She's on your mind

Everyone knows
She's on your mind
Everyone knows I'm in over my head
I'm in over my head
I'm in over...

Everyone knows I'm in
Over my head
Over my head
With eight seconds left in overtime
She's on your mind
She's on your mind